Corsi

"Donne che raccontano storie": inizia il percorso alla Biblioteca Guanda

Al via il progetto “DONNE CHE RACCONTANO STORIE”, un ciclo di incontri per far conoscere e dare voce al pensiero femminile su di sé, sulle altre donne e sul mondo e che prevede laboratori di scrittura, incontri con scrittrici e un concorso nazionale di racconti.

In occasione di PARMA CAPITALE DELLA CULTURA 2020 + 2021, in Ottobre prende il via il laboratorio di scrittura di Memoir alla biblioteca Guanda. Sarà presentato il concorso nazionale di racconti autobiografici e memoir a cura di Daniela Rossi e Elisa Pellacani e il libro Quel che di buono di Francesca Avanzini, pubblicato nel 2020.

L’anno prossimo sono previsti gli incontri con le scrittrici Annalena Benini, Rossana Campo e Tiziana De Rogatis, e con la giornalista e critica della Società delle Letterate Alessandra Pigliaru.

Nel corso del 2021 verranno raccolti i racconti che verranno poi selezionati da una giuria di scrittrici, giornaliste e critiche letterarie. I racconti scelti verranno presentati e letti nell’ autunno 2021 alla Biblioteca Guanda con la pubblicazione di un’antologia dei racconti premiati.

Il laboratorio di scrittura SCRIVERE IL MEMOIR prevede 4 lezioni di 2 ore ciascuna alla Biblioteca Guanda, Sala Salsi, nei giorni:

venerdì 16 ottobre h 17-19

venerdì 23 ottobre h 17-19

venerdì 30 ottobre h 17-19

venerdì 6 novembre h 17-19

Il corso si svolgerà nel rispetto della normativa di sicurezza anti-Covid

Insegnante: Francesca Avanzini, scrittrice e critica letteraria

Il laboratorio è rivolto a sole donne e il numero delle partecipanti è limitato a 15. Una volta superato il numero, non saranno più accettate iscrizioni. Non è possibile iscriversi a singole lezioni.

Le iscrizioni devono pervenire al seguente indirizzo entro e non oltre il 14 ottobre 2020: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

SCRIVERE UN MEMOIR

Perché un corso di scrittura dedicato al memoir? Perché ciascuna dispone del materiale adatto per scriverlo, cioè se stessa. E mentre si tende ad attribuire all’autobiografia vite particolarmente avventurose o ricche di fatti straordinari, il memoir può essere affrontato da chiunque, anche da chi non ha mai varcato la soglia del paese.

Questo non significa che si possa scrivere a casaccio. Occorre un minimo di montaggio e di tecnica letteraria, ed è tra gli obiettivi del corso fornirli.

Generalmente parlando, scrivere un memoir non significa riportare il ricordo della prima comunione o di quella volta che abbiamo mangiato tanti dolci da fare indigestione. Bisogna trovare modi in cui interessare la gente, intrattenerla rivelando insieme qualcosa della vita.

Bisogna cercare nei propri ricordi ciò che c’è di universale, condivisibile da tutti/e.

Un altro punto a favore del memoir è che, a volte dolorosamente, quasi come un’analisi, può aiutare a portare alla luce parti in ombra di noi stesse, che non volevamo vedere o chiamare col loro nome. Non è un romanzo, dove si può inventare: il memoir ci obbliga alla sincerità.

Ma non si può raggiungere l’obiettivo di farsi leggere se non si è efficaci. Non si è efficaci se non si è letto parecchio, non si sa come leggere e non ci si esercita.

Si è perciò organizzato parte del corso su questi temi, cioè quelli del leggere e dell’esercitarsi, preferendo la pratica a troppa teoria astratta.

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