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Giovani al lavoro

giovani_lavoroIl 6 aprile si è tenuto il consiglio provinciale monotematico. Nel Parmense, anche nell’anno peggiore della crisi, disoccupazione giovanile pari alla metà di quella nazionale. Giovani “inattivi” al 4%.

 

I dati parlano chiaro: un tasso di disoccupazione molto al di sotto della media nazionale (nel 2009, l’anno più grave della crisi, era al 12,7%, la metà del 25,4% italiano), un miglioramento costante della posizione della provincia di Parma nella graduatoria nazionale e regionale relativa alla disoccupazione giovanile, giovani inattivi al 4%. Dati che confortano: e che dimostrano che nel Parmense, anche nel periodo più nero della crisi, il binomio tra giovani e lavoro non si è sbriciolato ma ha tenuto, in una provincia che comunque continua ad attestarsi (lo confermano anche i dati Istat 2010) ai massimi livelli di occupazione del paese. È vero che la crisi ha colpito anche i giovani, e che tra 2008 e 2009 ha avuto tra le sue conseguenze circa 1.800 giovani occupati in meno nel nostro territorio, ma è anche vero che i segnali di ripresa che dall’ottobre 2009 si sono manifestati nel Parmense hanno riguardato anche i giovani, e che da allora al terzo trimestre 2010 (ultimi 12 mesi osservati) sono stati creati 1.400 posti di lavoro alle dipendenze ricoperti proprio da giovani. Certo rimane un problema di qualità del lavoro, in primis legato alla precarietà, ma i numeri di Parma e provincia sono senz’altro migliori di quelli di molte altre realtà del paese. Migliori e ulteriormente migliorabili: continuando a puntare sulla formazione, ma anche invitando i ragazzi e le famiglie a non fare scelte formative incoerenti rispetto alla specializzazione industriale locale, perché le nostre aziende hanno sempre più bisogno di personale qualificato nell’area tecnica e scientifica.

Sono solo alcune delle indicazioni emerse nel consiglio provinciale monotematico dedicato proprio a giovani e lavoro: un’occasione di confronto con la quale si è voluto approfondire un tema oggi più che mai d’attualità, anche in prossimità dell’avvio del percorso per la definizione del nuovo programma triennale per la formazione professionale e le politiche attive del lavoro. Il consiglio è stato aperto dalla presentazione dei dati, per avere un quadro d’insieme: quelli dell’Osservatorio sul mercato del lavoro, illustrati dal responsabile dell’Oml Pier Giacomo Ghirardini; quelli dell’Osservatorio scuola, illustrati da Pietro Bazzini del Servizio scuola; quelli dei Centri per l’impiego della Provincia (impatto dei servizi per il lavoro sui giovani, orientamento, incontro tra domanda e offerta di lavoro), di cui ha parlato il dirigente del Servizio Formazione professionale e Lavoro Gabriele Marzano. Il quadro locale però non è venuto solo dai numeri, ma anche dalle testimonianze di rappresentanti delle categorie economico-sociali del territorio: Eros Baroni, responsabile dell’Area studi e ricerche dell’Unione parmense industriali, Roberta Lasagna di Federsolidarietà-Confcooperative, il segretario della Cisl Federico Ghillani, il direttore della Cna Domenico Capitelli, il vice direttore di Ascom Cristina Mazza, il presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti Andrea Foschi. Dai banchi del consiglio sono intervenuti Manfredo Pedroni, Caterina Bonetti, Massimo Pinardi, Stefania Contesini e Amedeo Tosi.

Sul sito http://notizie.parma.it/page.asp?IDCategoria=15&IDSezione=0&ID=409466 le slides  delle relazioni presentate all’incontro

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