Università di Parma

Giovani ricercatori a parma: Zootecnica Speciale

Il nostro Ateneo è sede di moltissime eccellenze nel campo della Ricerca Scientifica. 

L'Informagiovani di Parma, che collabora con l'Università degli Studi di Parma in diversi ambiti, vuole dare visibilità ai giovani ricercatori che lavorano sul nostro territorio. 

Oggi il ricercatore in zootecnica speciale Claudio Cipolat Gotet ci racconta di sè, del suo lavoro e della sua passione per la ricerca!

Breve presentazione: chi sei, cosa fai, da dove arrivi e dove stai andando.

Sono un ricercatore di zootecnica speciale presso Dipartimento di Scienze Medico Veterinarie dell’Università di Parma. Vengo da un piccolo paese friulano, Aviano, che si trova sotto il massiccio del monte Cavallo. Ho studiato all’Università degli Studi di Padova e ottenuto la Laurea Magistrale in Scienze e Tecnologie Animali e, successivamente, il titolo di Dottore di ricerca in Scienze Animali. Dal 2017 mi sono trasferito presso l’Università degli Studi di Parma, prima con una posizione da assegnista di ricerca e da dicembre 2019 ho preso servizio presso il dipartimento. Oggi sono titolare degli insegnamenti di Zootecnica Speciale e Animal Welfare rispettivamente per il corso triennale in Scienze Zootecniche E Tecnologie Delle Produzioni Animali e il corso Magistrale internazionale in Food Safety and Food Risk Management. Ho scelto Parma perché il territorio rappresenta una sede d’eccellenza per il Made in Italy alimentare grazie alla dedizione dei produttori che hanno creduto nella conservazione della biodiversità animale e vegetale e nella valorizzazione dei prodotti tipici del territorio che oggi rappresentano la vera sorgente di questo arcobaleno di gusti che contribuisce a rendere unico il percorso enogastronomico parmense. Io, nel mio piccolo, voglio pensare di poter far parte di questa evoluzione e di poter dare un contributo al miglioramento delle produzioni locali in ambito del settore lattiero caseario, all’interno del quale concentro le mie tematiche di ricerca.

Come hai scelto di dedicarti alla ricerca? 

Sono figlio di allevatori di bovini da latte, per cui fin da piccolo ho potuto toccare con mano una realtà zootecnica della quale mi sono appassionato e che mi ha portato qui a Parma. Il fatto di vivere nella mia quotidianità le problematiche della zootecnia da latte, mi ha spinto a cercare di poter da dare un contributo concreto nel miglioramento della conoscenza del settore. Condividere nuova conoscenza, suggerire metodi e sistemi innovativi di analisi per la caratterizzazione delle materie prime e dei derivati in ambito lattiero-caseario e proporre soluzioni pratiche per il settore sono stati e sono tuttora le motivazioni che mi hanno portato ad intraprendere il percorso della ricerca a livello accademico.

Qual è l'ambito principale della tua ricerca? In cosa consiste?

Come detto, in ambito di ricerca, mi occupo della filiera lattiero casearia delle diverse specie lattifere focalizzandomi sulle tematiche relative alle fonti di variabilità che intervengono a livello di allevamento e che influenzano poi, lungo la filiera, la qualità del latte e dei prodotti derivati. In particolare, presso il laboratorio MilCA del gruppo di ricerca, ogni giorno analizziamo numerosi fenotipi a livello di singolo animale per la caratterizzazione qualitativa e tecnologica del latte come, ad esempio, le caratteristiche di coagulazione, di resa e di recupero dei nutrienti nel formaggio, e tutti gli aspetti che determinano l’efficienza di trasformazione casearia. Il fine ultimo è quello di utilizzare queste informazioni in ambito di miglioramento genetico e di monitoraggio della qualità del latte presso i nostri allevamenti attraverso un approccio olistico “from farm to fork” intento a migliorare l’efficienza dei processi produttivi e la qualità dei prodotti caseari.

Qual è l'aspetto più affascinante o interessante del tuo lavoro?

La dinamicità e il lavoro di gruppo. Oggi giorno affrontiamo nuove e diverse sfide che rappresentano delle opportunità di crescita personale e di gruppo. Ho la fortuna di lavorare con dei giovani che rappresentano la vera forza del gruppo e che stimolano i più anziani a dare sempre il massimo per poter raggiungere gli obiettivi di ricerca. Anche la didattica rappresenta un altro aspetto indispensabile del mio lavoro soprattutto grazie all’entusiasmo con cui gli studenti affrontano le lezioni e stimolano la discussione.

Cosa consigli ai giovani interessati ad avvicinarsi al mondo della ricerca universitaria?

Di avere tanta passione e volontà perché il percorso per raggiungere obbiettivi importanti in ambito di ricerca è lungo e difficile. Di non accontentarsi mai di un traguardo raggiunto e di avere sempre la necessità di acquisire nuova conoscenza.

Quale ambito applicativo prevedi per i risultati dei tuoi studi?

La domanda mi porta a presentare brevemente alcuni dei progetti nei quali il gruppo di ricerca di cui faccio parte è coinvolto:

GENETOCHEESE, progetto finanziato dal Ministero delle politiche agricole alimentari forestali e del turismo, che ha lo scopo di caratterizzare il profilo proteico, il contenuto minerale e l’attitudine alla caseificazione di latte di bovine di razza bruna; FARM4PR, progetto finanziato dal Ministero delle politiche agricole alimentari forestali e del turismo, che ha lo scopo di proporre un nuovo sistema di pagamento del latte all’interno del comprensorio del Parmigiano Reggiano DOP; USEFUL, progetto finanziato nell’ambito del Progetto GO - PSR 2014-2020 Lombardia, che ha lo scopo di identificare quali sono i fattori che influenzano la variabilità dell’efficienza dei processi caseari del formaggio Grana Padano e Taleggio DOP.

Ho utilizzato questi esempi per evidenziare che, molto spesso, gli obiettivi dei progetti che ci coinvolgono, prevedono in modo consistente l’applicazione dei risultati ottenuti tramite le nostre ricerche lungo tutta la filiera lattiero-casearia.

Su quali tematiche ti piacerebbe in futuro condurre i tuoi studi?

Mi piacerebbe di più affrontare tematiche relative alle specie zootecniche di minor diffusione che nonostante rappresentino un’importante risorsa alla biodiversità animale, troppo spesso non sono considerate come meriterebbero. Per questi motivi, negli ultimi anni, mi sono occupato maggiormente di specie come la pecora e la capra e della qualità del loro latte per la produzione di formaggi che racchiudono in modo unico caratteristiche di tradizione e tipicità.

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