Università di Parma

Giovani ricercatori a parma: Microbiologia

Il nostro Ateneo è sede di moltissime eccellenze nel campo della Ricerca Scientifica. 

L'Informagiovani di Parma, che collabora con l'Università degli Studi di Parma in diversi ambiti, vuole dare visibilità ai giovani ricercatori che lavorano sul nostro territorio. 

Oggi la ricercatrice in microbiologiaFrancesca Turroni ci racconta di sè, del suo lavoro e della sua passione per la ricerca!

Breve presentazione: chi sei, cosa fai, da dove arrivi e dove stai andando.

Mi chiamo Francesca Turroni e sono Professoressa di Microbiologia Generale all’Ateneo di Parma. Il mio percorso professionale è iniziato dopo la Laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari, quando ho intrapreso un Dottorato di Ricerca presso il nostro Ateneo. Per tre anni infatti ho condotto ricerche inerenti la biologia e la genetica dei bifidobatteri, microrganismi tipicamente intestinali su cui c’è un grande interesse essendo associati ad uno stato di buona salute nell’uomo. Durante il Dottorato ho avuto la possibilità di effettuare parte delle mie ricerche negli USA, all’University of California, Davis. Una volta conseguito il Dottorato ho vinto una fellowship finanziata dalla SFI (Science Foundation Ireland) che ha supportato il mio assegno triennale come Post Doc Research Scientist presso il Department of Microbiology della National University of Ireland, Cork. Al momento attuale oltre agli impegni da docente la mia attività di ricerca continua con i dottorandi, borsisti e assegnisti che lavorano presso l’unità di “host-micriobe interaction” del laboratorio di Probiogenomica del Dipartimento di Scienze Chimiche e della Vita che coordino. Inoltre la mia attività di ricerca continua anche nell’ambito dei progetti di ricerca incentrati sullo studio delle comunità microbiche e la loro rilevanza sulla salute dell’uomo all’interno del Centro Interdipartimentale Microbiome Research Hub: una importante realtà dell’Università degli di Parma unica a livello nazionale che vede un gruppo di brillanti docenti del nostro Ateneo collaborare attivamente e in modio proficuo sulle tematiche di ricerca estremamente attuali quali quelle del microbiota e uomo.

Come hai scelto di dedicarti alla ricerca? 

Già durante il tirocinio svolto durante la tesi sono rimasta molto colpita per non dire profondamente affascinata dall’ambito della ricerca in campo microbiologico. I microrganismi sono entità cellulari con ritmi vitali più celeri rispetto ad altri organismi viventi di ordini superiori e quindi si prestano molto bene ad essere “coltivati” e studiati. La ricerca microbiologica, sotto gli aspetti fisiologici, genetici e molecolari mi è apparsa subito molto stimolante. Inoltre, per fare ricerca è necessario mantenersi aggiornati e creare un network di contatti internazionale, altri due aspetti decisamente belli e coinvolgenti di questo lavoro. In questo ambito esistono infatti diversi convegni internazionali che sono periodicamente svolti e questo permette di mantenere contatti, essere informati su quali sono gli “hot-topics” del momento, ovvero gli argomenti di grande interesse a livello di ricerca ed essere sempre aggiornati sulle nuove tecnologie che vengono proposte ogni anno.

Qual è l'ambito principale della tua ricerca? In cosa consiste?

Come anticipato la mia ricerca è iniziata approfondendo vari aspetti della biologia dei bifidobatteri. Tali microrganismi, sono batteri tipicamente intestinali presenti nell’uomo e in vari mammiferi che sottopongono a cure parentali la loro prole e in alcuni insetti. La presenza di questi microrganismi è associata ad un buono stato di salute e quindi c’è un notevole interesse da parte della comunità scientifica  internazionale nella ricerca in questo settore. Infatti, i possibili fini applicativi hanno promosso diversi progetti di ricerca destinati alla comprensione dei meccanismi molecolari responsabili degli effetti salutistici dei microrganismi sull’ ospite. Partendo da questa nozione ho approfondito vari aspetti ecologici riguardante l’interazione di questi microrganismi nella loro ambiente naturale, con gli altri microrganismi e con il loro ospite. Essendo inoltre i bifidobatteri maggioritari a livello neonatale ho gestito e coordinato diversi progetti di ricerca incentrati sull’ecosistema uomo riguardanti l’interazione dei bifidobatteri con gli altri microrganismi intestinali nei primi mesi di vita. Da qui è nato l’interesse di studiare anche come i microrganismi che colonizzano l’intestino (che nel loro insieme vengono definiti microbiota intestinale) possono essere modulati da fattori ambientali, dalla dieta, dallo stile di vita, dai trattamenti terapeutici e dalle patologie. Ci sono numerosi aspetti, che rappresentano diverse sfaccettature di un unico quadro, che stiamo approfondendo.

Qual è l'aspetto più affascinante o interessante del tuo lavoro?

L’aggiornamento continuo è alla base della ricerca scientifica. Se volessimo fare un paragone è come aggiungere sempre nuovi tasselli ad un puzzle, questo è stimolante e non permette al lavoro di diventare ripetitivo, insomma non ci si può di certo annoiare nel fare ricerca!

 Cosa consigli ai giovani interessati ad avvicinarsi al mondo della ricerca universitaria?

Il mio suggerimento è di provare a seguire il loro sogno. Sicuramente spendere anche qualche anno per dedicarsi alla ricerca non può che aprire la mente a chiunque. La carriera universitaria non è facile, ma è giusto anche combattere per inseguire i propri sogni. L’investimento in ricerca e cultura scientifica non è tempo buttato via.

Quale ambito applicativo prevedi per i risultati dei tuoi studi?

Ritengo molto importante il risvolto applicativo della ricerca. La ricerca pura è importante ma poterla traslare per i nostri interessi lo è ancora di più. Nei miei studi l’ambito applicativo riguarda la comprensione degli effetti dei microrganismi a livello intestinale come promotori e regolatori del nostro stato di salute. Infatti, un corretto equilibrio del nostro microbiota intestinale è importante per mantenere un buono stato di salute. Quindi capire come poter mantenere in salute la popolazione microbica che risiede nel nostro intestino e come anche poter “correggere” possibili disequilibri determinati da diversi fattori, ha un forte impatto sulla nostra salute e quindi merita di essere indagato approfonditamente.

Su quali tematiche ti piacerebbe in futuro condurre i tuoi studi?

Gli ambiti da approfondire in microbiologia sono molteplici, ma lo studio del microbiota intestinale è ancora agli albori perché ancora non si hanno informazioni sulla sua completa composizione e quali siano tutti i fattori che intervengono nell’influenzare le varie dinamiche che si creano tra i vari gruppi microbici come anche quali siano i fattori esterni che contribuiscono a modularne la composizione. Capire questi elementi è di fondamentale importanza per la nostra salute, per tali motivi manterrò questo filone di studi nei prossimi anni.

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